Posted on 2008 under 2012, Scienza, maya |
25
Giu
In base alla sua comprensione della tradizione e dei calendari Maya, Barrios ci ha presentato un quadro del punto in cui ci troviamo e di quello che potremmo trovare lungo il percorso che ci attende:
* La data specificata dai calendari - il solstizio d’inverno dl 2012 - non indica la fine del mondo. Molti stranieri che si occupano dei calendari Maya fanno un gran baccano su questa data, ma ne sanno poco o nulla; quelli che sanno sono gli anziani indigeni cui è affidato il compito di preservare la tradizione.
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Posted on 2008 under 2012, maya |
15
Giu
Scritto da Annunaki2012
Nei tempi antichi, i cambiamenti epocali dell’umanità furono associati al culminare di un ciclo di 25.920 anni noto come “precessione degli equinozi ”, detto anche Grande Anno Platonico, o Grande Anno delle Pleiadi.
Tale ciclo, modificando la posizione dell’equinozio di primavera rispetto alle stelle, provoca il fenomeno in cui gli equinozi sembrano precedere le stelle verso il tramonto; la manifestazione più evidente è lo spostamento del polo nord celeste tra le stelle e quindi l’avvicendamento delle stelle più luminose vicine al polo nord celeste.
I Maya avevano un venerazione per le Pleiadi e sapevano che a Chichen Itza, durante l’equinozio di primavera, il Sole proiettava un’ombra a forma di serpente sulla scalinata nord della piramide di Kukulcan.
Alcuni studiosi hanno calcolato che dopo circa 60 anni dall’apparizione di quell’ombra, quando il sole raggiungeva il suo zenith sulla piramide a mezzogiorno (20-23 Maggio), c’èra un ulteriore allineamento diretto con le Pleiadi.
Gli Aztechi chiamavano le Pleiadi Tianquiztli che significa “il luogo di incontro”.
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Posted on 2008 under 2012, maya |
13
Giu
Carlos Barrios è nato in una famiglia spagnola su El Altiplano, la regione montuosa del Guatemala, precisamente a Huehuetenango, territorio di insediamento della tribù Maya Mam. I Mam, come altri Maya ed altri custodi della tradizione indigena, preservano parte dell’antico retaggio dell’Isola della Tartaruga; essi sono i custodi del tempo, esperti degli straordinari, antichi, eleganti e notevoli calendari.
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Posted on 2008 under 2012, Scienza |
5
Giu
di Galileo Ferraresi
Se la Terra fosse una sfera perfetta non potrebbe mantenere la rotazione attorno ad un asse, sarebbe come una palla: sempre pronta a variare l’asse di rotazione. Per nostra fortuna la Terra è leggermente schiacciata ai poli, e questo la rende simile ad un giroscopio che ruota attorno ad un asse fisso. Tutta questa stabilità sarebbe molto bella e tranquillizzante ma la differenza tra il diametro della Terra ai poli e il diametro della Terra all’equatore è di soli 44 chilometri (12.712 chilometri il minore e 12.756 il maggiore), una differenza minima che rende la Terra un giroscopio altamente instabile. Avete presente una bicicletta? Considerate una bicicletta ferma, appoggiata nella sua posizione nomale e lasciatela libera: cadrà senz’altro. Considerate ora la stessa bicicletta con una persona sopra che pedala: incredibilmente la bicicletta sta dritta, verticale.
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