Un estratto della puntata di Voyager sugli antichi studi Maya e l’ipotetica “fine del mondo”.
Il Calendario Maya e inversioni magnetiche
Posted on 2009 under 2012, Scienza, maya | No Comment17 Gen
“I misteri degli antichi egizi, dalle piramidi alle profezie maya sul 2012″, Una cavalcata tra miti, leggenda e storia per capire se c’è realmente qualcosa che unisce i costruttori di Giza ai sacerdoti maya. E’ possibile che si tratti di un’antichissima civiltà antidiluviana di cui abbiamo perso le tracce? E’ possibile che i suoi discendenti abbiano voluto contribuire alla realizzazione di monumenti megalitici per comporre un messaggio? Un monito? Rivolto a noi che ci apprestiamo a vivere i possibili cambiamenti del 2012?
“Rebus, questioni di conoscenza” è una trasmissione curata e condotta da Maurizio Decollanz con la regia di Luca Valtorta e la collaborazione autoriale di Carlo Crocchiolo. Maurizio Amodeo è il dir ettore della fotografia, Roberto De Lucia il montatore, Dario Maggiore il grafico, Monica Marastoni è la delegata di produzione, Luca Gervasoni fidelity cameraman, Davide Bisceglia fidelity RVM.
fonte: it.youtube.com
Il 2004 si è chiuso con una grande tragedia. Ma non possiamo escludere le altre, che vedono gli attuali orrori della guerra in Iraq e di altri conflitti annunciati.
Come da tempo sostiene il nostro amico Eufemio Del Buono, i tempi dei Kali Yuga stanno per arrivare.
Sono quei tempi che già stiamo vivendo, tempi di grandi cambiamenti, tempi in cui tutto sarà distrutto e ricostruito. Secondo il calendario Maya, l’attuale Età dell’Oro (la quinta, governata dal dio Quetzalcoalt) terminerà nel 2012. Cosa ci dobbiamo aspettare? Secondo i ricercatori Maurice Cotterell e Adrian Gilbert, i cataclismi che caratterizzarono la fine delle Ere Maya furono causati da una inversione del campo magnetico terrestre, dovuta ad uno spostamento dell’asse del pianeta. La Terra infatti subirebbe periodicamente una variazione dell’inclinazione assiale rispetto al piano dell’ellittica del sistema solare.
La civiltà Maya raggiunse traguardi scientifici notevoli. Per contare gli anni, utilizza[va]no stelle e pianeti: il “Grande Conto”, basato sui movimenti del pianeta Venere. Essi divisero il tempo in una serie di cicli che cominciavano dalla nascita di Venere. Ogni ciclo durava 1 milione e 872 000 giorni. Il ciclo che ora stiamo vivendo ha avuto inizio il 13 agosto dell’anno 3114 prima di Cristo e finirà il 22 dicembre 2012 dopo Cristo. I Maya erano del tutto sicuri dell’attuale ciclo ed erano altrettanto convinti che fosse l’ultimo. Quando il mondo avrà completato questo ciclo, dicevano, finirà fra disastrose inondazioni, terremoti e incendi: uno scenario molto simile alle profezie del Nuovo Testamento.
Sotto i nostri occhi tutti i giorni ci sono le guerre (pensate addirittura che siamo arrivati a fare una guerra per fare la pace!), i vulcani sembrano essersi svegliati da lunghi anni di letargo, i terremoti e i maremoti fanno tremare il cuore degli uomini. Vediamo continuamente alluvioni e tifoni che sembrano spazzare via come dello sporco, come se ci fosse qualcosa da lavare. E la Terra riceve ogni giorno la sua abbondante razione di contaminazione, con gli scarti industriali e l’immondizia. Stiamo devastando l’armonia naturale. Che il clima sia cambiato è l’opinione di tutti, anche se a volte facciamo finta che non sia vero. La temperatura sta aumentando e non ce ne preoccupiamo più di tanto, e questo aumento provoca piogge anomale con conseguenze di tifoni, tornadi, terremoti.
C’è una cosa che bisogna comprendere sul perchè la profezia dei Maya sulla data del 2012 sia così clamorosamente esplosa, in questo periodo, nel mondo intero.
I Maya avevano una vera ossessione per il tempo. L’intero territorio dei Maya, con le sue centinaia di città di pietra può essere classificato come un enorme monumento in stretta relazione con il tempo. Sulle mura che cingevano i campi per il gioco della palla, sui templi, sugli architravi, sui pannelli scolpiti e addirittura sulle conchiglie, sulla giada - usata in grande abbondanza - i Maya per un periodo che abbraccia circa 1000 anni, incisero le relative date non appena arrivavano alla conclusione dell’opera, o la incisero per celebrare qualche avvenimento del passato.
Nei tempi antichi, i cambiamenti epocali dell’umanità furono associati al culminare di un ciclo di 25.920 anni noto come “precessione degli equinozi ”, detto anche Grande Anno Platonico, o Grande Anno delle Pleiadi.
Tale ciclo, modificando la posizione dell’equinozio di primavera rispetto alle stelle, provoca il fenomeno in cui gli equinozi sembrano precedere le stelle verso il tramonto; la manifestazione più evidente è lo spostamento del polo nord celeste tra le stelle e quindi l’avvicendamento delle stelle più luminose vicine al polo nord celeste.
I Maya avevano un venerazione per le Pleiadi e sapevano che a Chichen Itza, durante l’equinozio di primavera, il Sole proiettava un’ombra a forma di serpente sulla scalinata nord della piramide di Kukulcan.
Alcuni studiosi hanno calcolato che dopo circa 60 anni dall’apparizione di quell’ombra, quando il sole raggiungeva il suo zenith sulla piramide a mezzogiorno (20-23 Maggio), c’èra un ulteriore allineamento diretto con le Pleiadi.
Gli Aztechi chiamavano le Pleiadi Tianquiztli che significa “il luogo di incontro”.
