Nei tempi antichi, i cambiamenti epocali dell’umanità furono associati al culminare di un ciclo di 25.920 anni noto come “precessione degli equinozi ”, detto anche Grande Anno Platonico, o Grande Anno delle Pleiadi.
Tale ciclo, modificando la posizione dell’equinozio di primavera rispetto alle stelle, provoca il fenomeno in cui gli equinozi sembrano precedere le stelle verso il tramonto; la manifestazione più evidente è lo spostamento del polo nord celeste tra le stelle e quindi l’avvicendamento delle stelle più luminose vicine al polo nord celeste.
I Maya avevano un venerazione per le Pleiadi e sapevano che a Chichen Itza, durante l’equinozio di primavera, il Sole proiettava un’ombra a forma di serpente sulla scalinata nord della piramide di Kukulcan.
Alcuni studiosi hanno calcolato che dopo circa 60 anni dall’apparizione di quell’ombra, quando il sole raggiungeva il suo zenith sulla piramide a mezzogiorno (20-23 Maggio), c’èra un ulteriore allineamento diretto con le Pleiadi.
Gli Aztechi chiamavano le Pleiadi Tianquiztli che significa “il luogo di incontro”.
